Mondiali di Hockey: la Finlandia è in finale

La finale sarà Svezia – Finlandia!

La squadra nazionale di hockey su ghiaccio finlandese è in finale ai mondiali in corso in Serbia.

La squadra dei Leoni finlandesi ha sconfitto ieri la favorita Russia 3-0 (e il primo gol è stato uno dei più belli della storia dei mondiali) accedendo così alla finale.

La Russia aveva battuto ai quarti di finale dei campionati mondiali di hockey il Canada,la Finlandia la modesta Norvegia.

Dall’altra parte la Svezia ha battuto in semifinale la Repubblica Ceca.

E così,per la quinta volta nella storia,si affrontano la Svezia e la Finlandia. La Finlandia ha vinto una sola volta,nella storica partita del 1995,a Stoccolma.

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L’hockey su ghiaccio

Guerra d’Inverno

La Guerra d’Inverno, in finnico Talvisota, si svolse tra il 1939 ed il 1940 e vide la Finlandia e la l’Unione Sovietica confrontarsi in un conflitto breve ma molto intenso.

Conosciuta anche con il nome di guerra russo-finnica, la guerra durò 105 giorni, e si concluse con il Trattato di pace di Mosca secondo il quale la Finlandia dovette rinunciare ad alcuni territori ma riuscì comunque a mantenere il suo status di Stato libero e indipendente.
La grande impresa della “piccola” Finlandia contro il gigante russo.
Guerra d'Inverno

Nonostante fosse stato stipulato un patto di non aggressione tra Finlandia e l’Unione Sovietica già nel lontano 1932 (e poi rinnovato nel 1934 per altri 10 anni), l’Urss non fece mai nulla per negare le sue mire espansioniste nei confronti della giovane e vicina nazione finlandese. Dal suo canto, anche la Finlandia faceva il possibile per fronteggiare un eventuale attacco russo, visto che il Gran Maresciallo Mannerheim aveva fatto costruire varie fortificazioni su vari punti della lunga linea orientale che divideva le due nazioni.

Alla fine dell’estate del 1939, Germania e Unione Sovietica firmavano il patto di non aggressione Molotov-Ribbentropp, secondo il quale la Finlandia ricadeva nella sfera d’influenza russa. Subito dopo Stalin iniziò ad avanzare richieste di varie concessioni territoriali alla Finlandia, tra cui la creazione di basi militari sovietiche sul territorio finlandese, giustificandole come requisiti necessari per la sicurezza di Leningrado e la protezione del confine nordorientale da possibili attacchi via mare di Germania e Inghilterra.

Ovviamente, la Finlandia rifiutò di sottostare alle condizioni poste dall’Unione Sovietica, che non lasciavano presagire nulla di buono. La stessa proposta infatti venne avanzata nello stesso periodo ad ognuna delle Repubbliche Baltiche, che però al contrario della Finlandia si piegarono al volere di Stalin. Esse evitarono sì la guerra, ma solo momentaneamente: nell’estate dell’anno successivo l’Armata Rossa occupò Estonia, Lettonia e Lituania, instaurò governi fantoccio e iniziò la repressione e le deportazioni in massa. In realtà, pur di evitare di entrare in conflitto contro un nemico più grande e meglio attrezzato, il governo finlandese tentò la carta della controproposta, offrendo la cessione di una piccola parte di territorio ai sovietici, i quali però la rifiutarono giudicandola insufficiente.

In un clima così teso, la guerra era ormai inevitabile. Entrambi gli schieramenti si preparavano e mobilitavano all’imminente scoppio. Furono i russi i primi ad attaccare, senza nemmeno proclamare una dichiarazione di guerra e sfruttando come casus belli l’attacco di Mainila dove un posto di guardia sovietico fu fatto saltare in aria in circostanze misteriose, visto che successive testimonianze portarono poi alla luce che l’incidente fu architettato dai servizi segreti russi come pretesto per l’inizio delle ostilità.

L’invasione della Finlandia

Il 30 novembre 1939 le forze sovietiche invasero la Finlandia, ma il piano russo di una guerra lampo, sullo stile della Blitzkrieg tedesca, fallì miseramente davanti alla strenua difesa attuata dalle forze finlandesi. Seppur inferiori in numero e mal equipaggiati, i Finlandesi mostrarono eccezionale coraggio e attuarono la strategia militare della guerriglia per ovviare all’evidente disparità di forze tra i due schieramenti.

L’inverno del 1939-40 fu molto rigido, con temperature che raggiunsero anche i meno 40 gradi. Le truppe finlandesi furono eccezionali nel trasformare il freddo, le lunghe ore di buio, la foresta e la quasi assenza di vie percorribili a proprio vantaggio. Vestiti completamente di bianco ed equipaggiati con sci da fondo, i soldati finlandesi riuscivano a muoversi molto agilmente e furono spesso anche nella condizione di passare al contrattacco in alcune zone della Finlandia centrale.

Capiti alcuni degli errori commessi precedentemente, gli alti comandi sovietici concentrarono un numero maggiore di soldati in un numero minore di divisioni per sfondare la resistenza finlandese sfruttando la loro maggiore forza d’urto. A quel punto, la Finlandia avrebbe seriamente rischiato di subire un’invasione sovietica su tutto il suo territorio. Anche i russi dal canto loro erano però stremati da una guerra che si dimostrò più lunga e dispendiosa del previsto, oltre ad essere preoccupati su altri fronti per gli sviluppi della II Guerra mondiale.

La rinuncia alla Carelia

Il 6 marzo 1940 venne firmato un armistizio ed il 12 marzo venne poi sottoscritto il Trattato di Pace di Mosca che sanciva la perdita da parte finlandese di alcune parti nel territorio a Nord (parte della zona di Salla e la penisola di Kalastajansaarento), alcune isole nel Golfo di Finlandia e soprattutto della Carelia. Di questa regione faceva parte Viipuri, che era la seconda città più popolata della Finlandia nonché un importantissimo centro industriale e di scambi commerciali.

La guerra d’inverno fu la rampa di lancio per la straordinaria carriera giornalistica di Indro Montanelli. Montanelli arrivò ad Helsinki nell’autunno del 1939 e lavorò come corrispondente di guerra. Il coraggio e l’incredibile resistenza del popolo finlandese affascinarono il giovane Montanelli e le sue corrispondenze ebbero allora un gran successo in Italia.

La Prima Guerra Mondiale e la caduta dello Zar

La strada verso l’indipendenza finlandese

Non ancora soddisfatto della sonora lezione rimediata contro i Giapponesi nella guerra del 1904-05, incurante dell’arretratezza della nazione e delle condizioni pessime del suo esercito, lo zar si arrischia in una nuova avventura contro le potenze dell’Europa Centrale, coinvolgendo quindi anche la Finlandia che a quei tempi era parte del suo impero.

Un’avventura finita malissimo: la Russia degli zar contro gli Imperi Centrali.

Dopo centinaia di anni prima sotto il dominio svedese e poi sotto quello russo, la Finlandia si proclamò indipendente il 6 dicembre 1917. Gli eventi che portarono il Granducato di Finlandia a separarsi dall’Impero Russo maturarono durante gli ultimi decenni del XIX secolo, subirono un’accelerata a partire dal 1905 e precipitarono con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e della Rivoluzione d’Ottobre.

Allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale l’esercito russo era numericamente impressionante: 16 milioni di soldati, organizzati in oltre un centinaio di divisioni. L’efficienza di questo potenziale umano era tuttavia seriamente compromessa dall’armamento arretrato, dalla scarsa disciplina dei soldati e dalla loro brutalità, dall’inettitudine e dal nepotismo degli ufficiali. La Russia non si trovava inoltre in condizioni tali da poter sopportare un conflitto bellico prolungato, dal momento che lo sviluppo industriale era arretrato e il Paese mancava di una rete efficiente di infrastrutture, in particolar modo per quanto riguarda le vie di comunicazione interne.

Seppur non coinvolta geograficamente nel conflitto bellico, la Finlandia rivestì un ruolo strategico non indifferente per la potenza orientale, dal momento che rappresentava un possibile accesso a San Pietroburgo per eventuali attacchi nemici e riforniva la madrepatria di derrate alimentari e risorse materiali necessarie all’economia russa, messa praticamente in ginocchio dallo sforzo bellico.

I Finlandesi non erano tenuti a servire nell’esercito imperiale, ma molti (circa 800) partirono volontari per servire lo zar, e combatterono nei campi di battaglia europei. Molti di più -paradossalmente- si schierarono con il nemico. Anch’essi volontari, erano soprattutto studenti con idee nazionaliste, che partirono alla volta della Germania per ricevere addestramento militare, con l’intenzione di servirsene nell’eventuale lotta di liberazione nazionale. Di essi, 1600 furono inquadrati in una brigata speciale che combatté contro le truppe zariste sui campi di battaglia in Lettonia.

Nel frattempo in Russia l’andamento tragico del conflitto -6 milioni di soldati caduti, feriti o presi prigionieri nei primi tre anni di guerra- e l’estrema scarsità di alimenti e generi di prima necessità, scatenò scioperi e sollevazioni popolari.

Con il degenerare della situazione interna e l’allargarsi delle proteste l’ordine pubblico divenne sempre più difficile da mantenere: le stesse truppe inviate a sopprimere i tumulti si rifiutavano di sparare sulla folla inerme e sempre più spesso si univano ai sediziosi. Con il Paese oramai ingovernabile e sull’orlo del caos totale Nicola II abdicò il 15 marzo 1917, ponendo fine alla lunga dinastia dei Romanov e aprendo la strada all’indipendenza finlandese.

Nel 1917 Lenin fu aiutato a lasciare il suo esilio in Svizzera dai servizi segreti del Kaiser, che intendevano usarlo per innescare una rivoluzione in Russia e indebolire così il nemico. Lenin venne fatto viaggiare in treno attraverso Germania, Danimarca e Svezia, fino ad attraversare la frontiera del Granducato di Finlandia a Tornio, in Lapponia, per poi dirigersi a sud a Helsinki. Una volta arrivato in città, prima di partire alla volta di Sa Pietroburgo e scrivere la Storia, egli prese residenza ad Hakaniemi, vicino al mercato coperto (Kauppahalli). Sulla facciata esterna del palazzo in questione (Sörnäisten Rantatie 1) è presente una targa che commemora l’illustre inquilino.

Il Granducato di Finlandia (1809 – 1914)

Sotto l’ombra dell’aquila bicipite la Finlandia conobbe prosperità e autonomia. Ma il popolo già sognava la libertà…

L’Impero Russo annette definitivamente i territori della Finlandia, appartenuti fino ad allora alla Corona svedese, nel 1809. La lungimiranza degli zar Alessandro I e Alessandro II permette alla regione di prosperare economicamente e alla popolazione di autogovernarsi e di formare un’identità nazionale.

Dopo il giogo svedese, il collare russo parve leggero ai Finlandesi. Fino a quando…

La parte del territorio che oggi corrisponde alla Finlandia venne definitivamente ceduta dal Regno Svedese all’Impero Russo nel 1809, con il trattato di pace di Hamina, e riorganizzato sotto forma di Granducato il 29 marzo dello stesso anno durante la Dieta di Porvoo.

Il Granducato di Finlandia godette durante la sua esistenza di quella larga autonomia governativa che gli Svedesi avevano sempre negato all’area. Il Senato finlandese, organo principale di autogoverno, venne istituito già a partire dal 1816 per volere dello zar Alessandro I. Il ruolo di rappresentante dello zar era rivestito dal Governatore Generale inviato da S. Pietroburgo, che era anche a capo dell’esercito dello Stato. L’economia conobbe una crescita notevole che si accompagnò ad un rapido aumento della popolazione.

La situazione migliorò ulteriormente a partire dal 1855, quando salì al trono Alessandro II, sovrano illuminato e progressista, a cui è dedicata la statua che si può ammirare tuttora a Helsinki nella piazza di Senaatintori. Alessandro II traghettò l’Impero verso la modernità, separando il potere esecutivo da quello giuridico, abolendo la servitù della gleba e armonizzando le misure economiche di stampo liberista con un ordinamento statale più centrale e moderno.

In particolare, Alessandro II si affidò largamente all’opera del letterato Johan Vilhelm Snellman che si adoperò per elevare il finnico come prima lingua del paese anche in ambito accademico, artistico e lavorativo. Snellman occupò anche la carica di Ministro delle Finanze del Granducato, e introdusse una valuta propria per la Finlandia. Questa moneta, il marco finlandese, venne ufficializzata nel 1865 e rimase in uso fino all’introduzione dell’euro nel 2002.

In Finlandia vennero realizzate diverse infrastrutture, come la rete ferroviaria e diversi canali navigabili che, mettendo in comunicazione grandi laghi come il Saimaa, facilitavano il trasporto di merci.

Sotto l’egida dello zar Alessandro III l’autonomia del Granducato venne tuttavia notevolmente ridimensionata a partire dal 1889, anno in cui la politica russa divenne fortemente centralista e venne messo in atto un processo di “russificazione”, che causò un forte malcontento tra i diversi strati della popolazione. Questa, grazie alla nascente letteratura in finnico e alla scoperta delle proprie radici storiche e culturali, stava da tempo prendendo coscienza di sé come popolo, e iniziava a ragionare in termini di nazione, arrivando a sognare l’indipendenza.

Questo malcontento peggiorò con l’intensificarsi del potere centralista deciso dal successore di Alessandro II, Nicola II, e sfociò nel biennio 1904-1905 in due assassinii politici (fatto unico nella storia della nazione), la cui vittima più illustre fu il Governatore Generale Bobrikov. Le motivazioni alla base di questo cambio di politica da parte imperiale sono molteplici, e non unicamente di carattere politico. Ad esempio l’industrializzazione nel Granducato era molto più avanzata che nel resto dell’Impero, e questo suo successo economico influenzò il desiderio di accentramento.

Il 1905 avrebbe potuto rappresentare una svolta per il Granducato: in quell’anno infatti il potere di Nicola II vacillò pericolosamente dopo la disfatta nella guerra russo-giapponese (in cui combattè lo stesso Carl Gustaf Mannerheim) e la successiva rivoluzione, ma si riassestò all’ultimo momento, grazie alla concessione della carta costituzionale e alla creazione di un parlamento (la Duma) con poteri limitati.

Gli anni successivi videro il potere decisionale del Senato e del neonato Parlamento finlandese assottigliarsi sempre di più, fino a divenire mero strumento esecutivo delle decisioni provenienti da S. Pietroburgo. La mancanza di coesione interna nella società finlandese facilitò il piano di “russificazione”, che si avvalse di numerosi mezzi politici. Alla base di questa seconda fase ci furono soprattutto considerazioni di tipo strategico, data la posizione della Finlandia come frontiera occidentale dell’Impero russo. Esso, vedendosi preclusa dall’espansionismo nipponico la strada verso Est, volgeva ora lo sguardo al Vecchio Continente e all’Atlantico.

Si dice che gli ideali nazionalisti fecero presa su Eugene Schauman, colui che assassinò il Governatore Bobrikov prima di rivolgere la rivoltella contro se stesso, già in tenera età, quando la madre gli diede da leggere Le Storie del Sottotenente Stål, di Johan Ludvig Runeberg, in cui si narrano episodi della guerra 1808-09 tra il Regno Svedese (di cui la Finlandia faceva parte) e l’Impero Russo.

Come Arrivare in Finlandia

La Finlandia può essere raggiunta in 3 ore dall’Italia in aereo, ma questo non è certo l’unico modo per arrivare.

La Finlandia non è più una nazione isolata. Numerose sono le possibilità offerte per arrivare in Finlandia.

In Aereo, in Nave, in Treno, in Autobus. Diteci dove siete e vi diremo come arrivare in Finlandia

In nave, in treno, in auto, in autobus, in aereo: numerose sono le possibilità offerte per visitare la Finlandia.

Per quanto riguarda l’aereo abbiamo già approfondito l’argomento in questo articolo: voli low-cost per la Finlandia e qui potete prenotare il volo.

Dall’Estonia alla Finlandia: collegamento in nave

Dall’Estonia ci sono navi che quotidianamente collegano le due capitali: Tallinn e Helsinki. E’ possibile anche usufruire del trasporto dell’auto. Il viaggio dura 2,5-3 ore anche se è possibile viaggiare in catamarano, con la compagnia Linda Line, ed effettuare il viaggio in 90 minuti.

Dalla Svezia alla Finlandia: collegamento in nave

Dalla Svezia è possibile imbarcarsi (con auto al seguito) ed ogni giorno ci sono navi che collegano la capitale svedese, Stoccolma, a Turku o a Helsinki. La nave impiega circa 16 ore per collegare le due capitali. Durante il viaggio l’unica sosta intermedia è nella capitale delle isole Åland, Mariahamina. Il viaggio in nave tra Svezia e Finlandia viene scherzosamente indicato con il termine di Love Boat o Trombonave

Dalla Germania alla Finlandia: collegamento in nave

Dalla Germania è possibile imbarcarsi a Rostock e prendere una delle navi per Helsinki o Hanko. Verso Hanko la linea è operata dalla compagnia Superfast Ferries ed il tempo di percorrenza (21 ore) è minore di quello impiegato da altri traghetti sulla tratta Rostock-Helsinki. La tratta Rostock-Helsinki è invece operata dalla Tallink Silja Line ed il tempo di percorrenza è almeno 24 ore. Inoltre, se salperete a Rostock in direzione di Helsinki con una delle navi in partenza la mattina, sarete costretti ad imbarcarvi la sera prima della vostra partenza (entro mezzanotte) e questo vi obbligherà di fatto a spendere due notti in nave.

Visti i lunghi tempi di percorrenza e gli altissimi costi, sconsigliamo questa opzione a meno che non sia necessario recarsi in Finlandia con la propria auto. Questi collegamenti sono maggiormente dedicati a trasportatori di autotreni e perciò le navi non offriranno sempre gli stessi servizi e divertimenti che sarete soliti trovare in altri tipi di crociere.

Dalla Russia alla Finlandia: collegamento in treno, autobus e nave

Dalla Russia è possibile raggiungere la Finlandia con un treno che quotidianamente collega le città di Helsinki e San Pietroburgo. Il nome del treno, operato dalla compagnia di Stato finlandese VR, è Sibelius, come il noto compositore.

Molti turisti arrivano a Helsinki in nave: numerose sono le crociere turistiche che collegano la capitale finlandese con San Pietroburgo.

Se siete turisti “on the road” e siete disposti a sacrificare il comfort per risparmiare un po’, l’alternativa che fa per voi è l’autobus o minivan. Tutti i giorni da San Pietroburgo e Helsinki partono dei minivan che collegano le due città. I prezzi si aggirano sui 25-50 euro -potete contrattare – ed il viaggio dura tutta la notte, spesso con estenuanti file alla dogana. Partendo nel tardo pomeriggio arriverete in Finlandia o in Russia la mattina seguente presto.

Dalla Russia o Norvegia o Svezia è possibile anche arrivare in Finlandia direttamente in macchina. Mentre non c’è nessuna dogana al confine con la Svezia e la Norvegia, preparatevi a lunghissime file in entrata o uscita dalla Russia.

In passato esisteva anche un servizio di trasporto passeggeri con elicotteri, operato dalla compagnia Copterline, col quale era possibile anche raggiungere Tallinn in soli 18 minuti. Tuttavia in seguito a un incidente nell’agosto 2005 la compagnia ha chiuso i battenti ed ora il servizio è stato interrotto. Il prezzo si aggirava attorno ai 100 euro.