Storia d’amore con un finlandese (o una finlandese)

Cosa c’è da aspettarsi da una relazione d’amore con un finlandese?

Se si pensa ad una relazione d’amore con un o una Finlandese, si fa spesso riferimento alla relazione con una donna finlandese. E a ragione. La maggioranza delle coppie sono composte da un uomo italiano e una donna finlandese, ma di certo non mancano le eccezioni. Cerchiamo di analizzare quali sono le principali differenze in una relazione tra i due popoli.
Famiglie ristrette, libertà e riservatezza, ecco cosa vi aspetta se vi trovate in una relazione con un finlandese.

Il ponte dell'amore a Helsinki

Italiani in Finlandia

In Finlandia ci sono tanti stranieri, ben 120.000 nel 2006 su una popolazione di 5 milioni (dati di Demographic Statistics). Di questi, la maggior parte sono russi, estoni e svedesi, ma anche, ovviamente, italiani. Degli Italiani residenti in Finlandia in quell’anno ce n’erano 1200. Alcuni sono rimasti dopo l’Erasmus a fare i ricercatori (le università sono molto appetibili per molti “cervelli in fuga” dall’Italia), molti sono venuti per lavoro: aziende come Nokia, Pöyry, Wärtsilä, Kone o ABB sono ricche di italiani. Ma tanti altri, la maggior parte, sono venuti perché in una relazione con un o una Finlandese.

Non è difficile immaginare il perché degli uomini italiani. È difficile resistere alle donne finlandesi, così belle e indipendenti. Il 75% di quei 1200 italiani è infatti di sesso maschile (dati di Demographic Statistics. E le donne italiane? Per alcune di loro, il carattere riservato, modesto, per niente esuberante dell’uomo finlandese, sommato all’essere spesso alto, biondo e con uno stile “dark”, forma un mix irresistibile.

L‘alta qualità della vita e il modello economico-sociale nordico convince molti italiani a restare e mettere su famiglia in Finlandia.
Ma com’è allora la storia d’amore con un Finlandese o una Finlandese?

Libertà e indipendenza

Una delle prime differenze è senza dubbio il fatto che ai finlandesi piace la loro libertà e indipendenza, e bisogna rispettarla. Questo funziona anche al contrario. Non significa solo che i finlandesi vi lasceranno liberi di uscire spesso la sera con gli amici, ma anche che, in casa, loro avranno bisogno di tempo da soli e in silenzio. Abituati alle famiglie numerose e spesso ad amici e parenti invadenti, è difficile per un italiano all’inizio accettare e capire questi momenti di solitudine che tutti i finlandesi hanno e che possono durare anche ore: i finlandesi sono un popolo abbastanza introverso, che ha bisogno di tempo e spazio da dedicare a sé stessi.

Per i maschi italiani gelosi: le donne finlandesi spesso escono con le amiche, fatevene una ragione! Come a voi piace tornare alle ore piccole, anche loro hanno il diritto di farlo. Per controparte, anche gli uomini finlandesi sono generalmente molto rispettosi della libertà delle loro compagne e la gelosia si limita all’essere protettivi, ma non in modo possessivo com’è tipico dei maschi italiani.

La casalinga finlandese non esiste

La casalinga è un mestiere che in Finlandia non riscuote molto successo. La donna finlandese studia (più del 70% dei laureati universitari sono donne) e lavora tanto quanto l’uomo. I lavori domestici quindi, sono un dovere di entrambi. Tenere tutto in ordine, pulire, fare la lavatrice, stendere il bucato, cucinare, stirare… in alcuni casi anche riattaccare bottoni o rammendare i calzini: preparatevi.

Assenza per paternità in Finlandia

In caso di maternità, le donne finlandesi sono solite prendere da 10 mesi a 3 anni di aspettativa. Ma anche gli uomini passano del tempo in casa: in Finlandia i padri prendono regolarmente almeno 1 mese di paternità, in molti casi anche 2 o 3.

Differenze culturali: come dimostrare l’amore in Finlandia

Abitare in Finlandia può essere uno schock culturale per molti italiani e specialmente in una relazione con un o una finlandese alcuni comportamenti che possono essere ovvi per la nostra cultura, sono del tutto estranei a quella finlandese. Pensiamo ad esempio il mandarsi miriadi di messaggi o telefonarsi spesso in caso di distanza: è assolutamente normale che una un finlandese non vi chiami per ore e ore. Non sanno cosa state facendo e non vogliono disturbare, ma in realtà si fidano di voi!

Persino pagare fuori a cena è una delle differenze culturali in una relazione con un finlandese. I ragazzi finlandesi non pagheranno la cena e spesso neanche il caffè. Si paga da un conto comune alla coppia o si divide. L’uomo finlandese è un romantico pratico, non farà regali fuori dalle date importanti e non comprerà i fiori, ma dimostrerà l’amore con altri, piccoli e ben più pratici gesti, come grattare il ghiaccio della macchina d’inverno dalla sua e dalla vostra macchina.

Litigare con un o una finlandese: non alzate la voce!

A parte alcuni casi rari, i finlandesi non alzano la voce, non fanno scenate. La comunicazione è diretta, spesso anche troppo. Questo vuol dire che non assisterete a litigi in strada o sentirete le urla dei vicini come in Italia, i finlandesi vi daranno la loro versione pacatamente e altrettanto si aspetteranno da voi. Alzare la voce è mancanza di rispetto. Quando ferite un o una finlandese, li vedrete chiudersi in loro stessi. Evitate per un po’ di parlarne o convincerli a parlare. Per un finlandese il litigio a quel punto è già finito. Seguiranno momenti o ore di silenzio finché non decideranno di tornare da voi per ridiscuterne o semplicemente lasciar “cadere” la discussione.

Relazione a distanza con un finlandese

Sovente le coppie nate da Erasmus o vacanze in Finlandia possono avere periodi più o meno lungo di relazione a distanza. Come gestirle? Dato il carattere indipendente dei finlandesi e la tecnologia che accorcia sempre più le distanze, non avrete grosse difficoltà a mantenere un rapporto, se ci sono sentimenti veri alla base. Inoltre i finlandesi non hanno nessuna difficoltà a muoversi o viaggiare da soli, quando hanno un po’ di tempo. Perciò i momenti di incontro anche in una relazione a distanza con un o una finlandese possono essere frequenti durante l’arco dell’anno.

I finlandesi dicono ciò che pensano e se pensano che non abbia senso non lo dicono affatto. Non parlano per evitare momenti di silenzio come facciamo in Italia. E’ normale fare un viaggio in macchina dove per qualche ora nessuno dice niente. Non prendetelo come un brutto segno riguardo la vostra storia d’amore che probabilmente sta andando a gonfie vele 😉

Le donne finlandesi

La donna finlandese vuole essere libera di badare a sé stessa

Le donne finlandesi sono molto belle, dagli aspetti graziosi e dolci. Hanno però un’anima indipendente e determinata, sia per tradizione che per un livello d’istruzione mediamente elevato.
Visi innocenti che nascondono animi battaglieri!

Donne finlandesi che bevono in un locale
Le donne finlandesi sono rinomate per essere belle, con tratti gentili, capelli lisci e biondi, occhi allungati -ereditati dagli antenati asiatici- chiari, azzurri o verdi che siano. Le donne finlandesi però sono anche molto forti e indipendenti, amano lottare per i loro diritti e ottenerli. Sotto un breve elenco delle tappe principali della storia della donna in Finlandia:

1864 Una donna non sposata a 25 anni ha pieni diritti
1901 Le donne in Finlandia possono studiare all’università garantendo delle stesse condizioni degli uomini
1906 Le donne ottengono il diritto di voto e di potersi candidare alle elezioni (la Finlandia è stata per questo la prima nazine al mondo)
1907 Nel Senato finlandese ci sono i primi rappresentanti donne
1926 Un ministro donna viene nominato per la prima volta in Finlandia
1937 Il periodo di maternità è approvato dal Parlamento
1961 La pillola anticoncezionale è approvata in Finlandia
1988 Primi preti luterani donne
2000 Primo presidente della Repubblica di Finlandia donna
2003 Primo presidente del Consiglio donna
2007 Il Parlamento finlandese è rappresentato per il 60% da donne

Indipendenza delle donne finlandesi

La donna finnica vuole essere indipendente, avere un lavoro e uno stipendio proprio, essere libera di comprare le proprie cose senza dover rendere conto a nessuno. Le donne finlandesi hanno un carattere calmo e riservato ma sono testarde e non si danno pace fin quando non hanno ottenuto ciò che vogliono: questa determinazione (in finlandese, sisu)ben si nasconde dietro agli sguardi innocenti e ai sorrisi angelici.

Storicamente, le donne finlandesi hanno accresicuto la forza d’animo durante i lunghi periodi in cui gli uomini erano via in guerra. Le donne, quindi, dovevano badare da sole alla casa e ai figli, superando avversità come l’inverno finlandese. La Finlandia è stata infatti per secoli parte del Regno Svedese, che la utilizzava come “miniera di uomini” da portare sui campi di battaglia di tutta Europa.

Femminilità delle donne finlandesi

Le donne finlandesi assomigliano alle donne svedesi o comunque scandinave, e sono abbastanza differenti da estoni o russe. La donna finlandese non vuole essere giudicata per il suo aspetto, ma per le sue capacità.

Alcuni ritengono la donna finlandese un po’ mascolina, senza una femminilità molto forte. La lotta per la parità di diritti e la voglia di sentirsi sempre più uguali agli uomini probabilmente rendono anche i comportamenti delle donne un po’ mascolini. Alcune ritengono di non doversi rendere particolarmente belle ed attraenti “per far piacere agli uomini”: la donna finlandese preferisce prima di tutto piacere a sé stessa.

Rapporto con l’uomo

Le donne finlandesi hanno sempre lottato per le pari opportunità, la parità di diritti (tasa-arvo in finnico), e tendono ad essere leader nella coppia. In generale infatti nelle coppie finlandesi è la donna che prende le decisioni più importanti e che gestisce la famiglia e la casa. L’uomo finlandese è più mite e lascia di solito fare alla donna.

C’è però un pesante rovescio della medaglia: la violenza domestica. Come descritto da Stieg Larsson nella Trilogia Millenium per la Svezia, anche in Finlandia si registrano parecchi casi (molti dei quali non denunciati) di violenza su donne, specie nei villaggi: questi casi possono dipendere da scarsa comunicazione, solitudine o abuso d’alcol.

Le donne finlandesi e il sesso

Le donne finlandesi vivono la loro sessualità senza molti tabù e considerano normale avere un rapporto sessuale con una persona, seppur non la conoscano benissimo. Può capitare di conoscere una donna in un locale e passare con lei tutta la serata, se la donna si senta a suo agio e si diverta; da questa situazione non è poi molto difficile finirci a letto, ma all’indomani potete essere considerati quasi come estranei.

La donne finlandesi e l’alcol

Così come gli uomini, anche le donne in Finlandia bevono parecchio. Non è raro vedere ragazze nei locali ubriache: tradizionalmente in Finlandia quando si festeggia, c’è un alto uso di alcol, che spesso si trasforma in abuso.

Le donne finlandesi non amano bere superalcolici ma preferiscono bevande a basso contenuto alcolico e con un sapore abbastanza dolce. Il sidro è senza dubbio il drink più bevuto dalle donne finniche.

Berlusconi e le donne finlandesi

A seguito della sua visita nel 2005 in Finlandia, Berlusconi fece battute sul fatto che avrebbe usato la sua arte di “playboy” per convincere la presidentessa della Repubblica di Finlandia Tarja Halonen. In seguito Silvio Berlusconi dirà anche: “Amo le donne finlandesi… purché maggiorenni!”. Qui potete vedere le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio.

Questi due episodi, uniti ai commenti gastronomici negativi sulla renna, hanno messo in cattiva luce Berlusconi agli occhi delle Finlandesi. Alcune tendono addirittura ad identificare Berlusconi con uno stereotipo sciovinista del maschio italiano, verso cui rimangono quindi molto diffidenti. In generale comunque le donne finlandesi sono incuriosite dall’Italia, dalla sua lingua e dalla sua cultura.

Alla fine del 2005 il 27.5% delle donne finlandesi aveva un’educazione terziaria, ovvero titolo di studi superiore al diploma di maturità. Questo dato rappresenta il 4% in più rispetto agli uomini.

L’inno nazionale finlandese: Maamme

Quando l’inno finlandese risuona, i cuori si tingono di biancoblu.

Nulla accomuna di più le persone di una canzone cantata in coro. Gli inni nazionali rappresentano per questo simboli potenti nell’identità nazionale di un popolo. I Finlandesi e il loro inno nazionale non sono certo un’eccezione: negli eventi sportivi (soprattutto alle partite della nazionale di hockey su ghiaccio) potrete vedere il pubblico sugli spalti cantare in coro, tutti impettiti e fieri, la loro canzone.

L’inno nazionale finlandese e quello estone: un’unica anima in due corpi diversi.

Giovane studenti con la bandiera finlandese cantando l'inno nazionale
Tra tutte le peculiarità che caratterizzano la Finlandia e la sua cultura, forse il fatto di avere un inno nazionale il cui testo originale era in una lingua diversa dal finlandese salta all’occhio. Runeberg, il poeta nazionale, era infatti di madrelingua svedese, e pubblicò tutte le sue opere in questa lingua. Il suo posto nel pantheon della letteratura finlandese è dovuto al fatto di essersi sempre adoperato per la creazione di una letteratura nazionale che potesse contribuire alla creazione dell’identità del popolo finlandese. Nel 1846 pubblicò la raccolta di poesie Fänrik Ståls sägner (“Le storie dell’alfiere Stål”), in cui venivano narrate le gesta eroiche di sottoufficiali e soldati semplici dell’esercito svedese durante la Guerra di Finlandia, a seguito della quale il territorio finlandese venne ceduto dalla Svezia alla Russia.

La prima di queste poesie, intitolata programmaticamente Vårt Land (“La nostra terra”) venne trasformata in canzone grazie alla melodia composta da Fredrik Pacius nel 1848. Nello stesso anno venne presentata per la prima volta dagli studenti di ispirazione nazionalista, che la cantarono durante la tradizionale festa studentesca del giorno di Flora, il 13 maggio. La canzone divenne sempre più popolare fino ad acquisire lo status non ufficiale di inno nazionale all’inizio del ‘900. L’inno in Finlandia non è infatti regolamentato, al contrario di quanto avviene per la bandiera finlandese o lo stemma della Repubblica, da alcuna legge.

La versione finlandese del testo è del 1869 ad opera di Julius Krohn, riveduta in seguito da Paavo Cajander. La poesia originaria è costituita da 11 strofe, ma nell’inno vengono cantate solo la prima e l’ultima.

La melodia di Pacius è usata anche nell’inno dell’Estonia, ovviamente con un testo in estone, composto da Johann Voldemar Jannsen nel 1869.

Vi riportiamo di seguito le parole dell’inno.

Oi maamme, Suomi, synnyinmaa,
soi, sana kultainen!
Ei laaksoa, ei kukkulaa,
ei vettä rantaa rakkaampaa,
kuin kotimaa tää pohjoinen,
maa kallis isien!

Sun kukoistukses kuorestaan
kerrankin puhkeaa,
viel lempemme saa nousemaan
sun toivos, riemus loistossaan,
ja kerran, laulus synnyinmaa
korkeemman kaiun saa.

[trad.
Nostra terra natale, o Finlandia,
risuona il tuo nome prezioso!
Non vi è valle nè collina
nè sponda tanto amata
come la patria dei nostri antenati,
questa cara terra del Nord!

I tuoi fiori sbocceranno di nuovo,
la tua speranza e la tua gioia
nel loro splendore
innalzeranno i nostri cuori,
e ancora una volta, o amata patria,
alta la tua canzone riecheggierà.]

Per ascoltare l’inno vi rimandiamo a YouTube

Il campo di Kumtähti (noto anche con il nome di Toukoniitty), in cui veniva tradizionalmente celebrata la festa del Giorno di Flora, si trovava a metà dell’Ottocento ben al di fuori dai confini cittadini, lungo la strada che portava alla capitale. Con l’espansione urbanistica, il campo è stato inglobato dalla metropoli, al punto che adesso si trova non troppo lontano dal centro, di fronte al campus universitario di Kumpula.

Il finlandese al lavoro

Essenziale e puntuale, il finlandese non spreca tempo e risorse!

Organizzazione, puntualità e lavoro indipendente, questi sono gli ingredienti che rendono il finlandese capace di lavorare in maniera molto efficiente
In Finlandia puoi perfino andare a pranzo con il tuo capo!

un tipico ufficio finlandese
Sin dagli anni ’90 la Finlandia è diventato uno dei paesi tecnologicamente più avanzati e parecchie aziende internazionali hanno dovuto perciò interagire con quelle finlandesi. Lavorare con i Finlandesi è abbastanza facile, poiché sono pragmatici, puntualissimi e ordinati. Comunque, data la peculiarità di cultura e di comunicazione dei Finlandesi, specialmente se rapportata a noi popoli mediterranei, è bene tenere a mente alcuni elementi chiave che vi possono aiutare nell’ambiente lavorativo.

La puntualità

I Finlandesi sono molto puntuali e si aspettano lo stesso comportamento da parte dei loro collaboratori. Se una riunione comincia alle 9, bisogna essere presenti alle 9! Probabilmente la puntualità e, quindi, l’abilità di organizzare bene il proprio tempo, è legata anche alle condizioni meteorologiche avverse: immaginate di dover aspettare un autobus in ritardo in pieno inverno a 20 gradi sotto zero!

La perseveranza

I Finlandesi sono famosi per la perseveranza, sia nella vita che nel lavoro. Questo loro aspetto viene descritto dalla parola finlandese sisu. Amano portare a termine un lavoro fino alla fine prima di intraprenderne uno nuovo. La perseveranza può essere vista a volte come aspetto negativo, poiché diventa testardaggine se portata all’estremo.

La comunicazione è minima e mirata

I Finlandesi sono diretti e precisi. Nell’ambiente di lavoro regna generalmente un gran silenzio per permettere la concentrazione di tutti. La comunicazione è essenziale, non si fanno domande ovvie e le risposte sono spesso succinte. Ciò può sembrare un po’ scortese, ma questo comportamento dei Finlandesi mira invece a cercare di non sprecare il tempo altrui. Inoltre, i rapporti interpersonali non sono considerati un mezzo necessario per il buon svolgimento di un lavoro: infatti vi può capitare di non sapere nulla della vita privata dei vostri colleghi di lavoro anche di lunga data.

Indipendenza

Altro aspetto fondamentale del lavoro in Finlandia è la capacità di essere indipendenti. Sapersela cavare da soli è un modo di fare ideale, sia nello svolgere un lavoro sia nel raccogliere informazioni, cioè in maniera indiretta evitando possibilmente di chiedere l’aiuto di un collega. Il lato negativo è che, a volte, è difficile ricevere feedback o scambiare opinioni sul proprio lavoro, a meno che ciò non avvenga nelle periodiche riunioni programmate.

Tutti sullo stesso livello

Infine, in Finlandia l’egalitarismo tra i vari ruoli è nella norma. Ciò vuol dire che al lavoro ci si chiama sempre col nome proprio, sia tra dipendenti che tra dipendenti e capo, e si usa sempre il “tu” a tutti i livelli. Non sentirete, inoltre, appellativi come Dott., Ing. etc., che creano una certa distanza tra le posizioni in azienda. Questo è uno degli aspetti più positivi del lavoro in Finlandia. Il terrore del proprio superiore è raro, visto che generalmente gli (o “le”, spesso sono donne) si può tranquillamente parlare di qualsiasi problema.

In Finlandia al lavoro parecchi indossano sandali o le classiche pantofole imbottite della nonna. Ciò perché di solito le scarpe d’inverno sono molto pesanti e non è comodo portarle per parecchio tempo quando si sta in ufficio o in negozio.

Kalevala

Kalevala

Kalevala:  poema epico finlandese

Ogni popolo ha la sua opera letteraria di riferimento. Se gli italiani si identificano nella Divina Commedia di Dante, i Finlandesi si riconoscono invece nelle pagine del Kalevala, una collezione di versi antichi ordinati e rielaborati in epoca relativamente recente.

Composto originalmente nel 1835, il Kalevala riassume in sé buona parte del folklore finlandese

Il Kalevala, poema epico finlandese, è stato scritto da Elias Lönnrot.

Elias Lönnrot, nato nel 1802, era un ufficiale medico a Kainuu, una delle regioni ad Est della Finlandia, al tempo del Gran Ducato autonomo. A 25 anni, da studente dell’Università di Turku, partì per un viaggio mirato alla raccolta di poemi tradizionali, spesso tramandati oralmente. Nel corso dei 15 anni successivi si avventurò in altri dieci viaggi con lo stesso obiettivo.

Lönnrot, così come altri suoi contemporanei, raccolse varianti di poemi disseminati nelle più remote zone rurali della Carelia e dell’Ingria, annotando pazientemente nomi, date e riferimenti conosciuti per ognuno di essi. Molti di questi poemi venivano accompagnati da melodie basate su strumenti a cinque corde chiamati kantele. Fu durante il suo quarto viaggio, nel settembre del 1833, che gli venne l’idea di dare una continuità a tutto il materiale raccolto. Durante il processo decise di unire diverse varianti della stessa storia o degli stessi personaggi, aggiungendo versi composti personalmente nel tentativo di dare una certa coerenza logica al tutto.

Si stima che circa il 33% del Kalevala sia composto da brani tradizionali, il 50% da materiale modificato durante la revisione, il 14% da versi aggiunti sulla base di varianti dello stesso poema e il 3% da versi inventati da Lönnrot.

La prima traduzione inglese, ad opera di John Martin Crawford, risale al 1888. Fu seguita poi da altre quattro revisioni di cui la più recente risale al 1989. Il Kalevala, ad oggi, è stato tradotto in 49 lingue diverse.

Il protagonista del Kalevala è il vecchio vate Väinämöinen, uno sciamano in grado di utilizzare il suo kantele come strumento magico. Väinämöinen è figlio della Vergine dell’Aria e ha un ruolo centrale nella genesi della Terra. Molti dei viaggi narrati nel Kalevala hanno come tema centrale la sua ricerca di una moglie, obiettivo che purtroppo continuerà a sfuggirgli di mano.

Altri personaggi includono il gigante Antero Vipunen, la Strega del Nord Lohui, il giovane rivale di Väinämöinen, chiamato Joukahainen, lo schiavo rabbioso Kullervo, l’arrogante Lemminkäinen, che torna dalla morte, e Marjatta, una sorta di controparte nordica della Vergine Maria.

Il Kalevala si divide in dieci diversi cicli, ognuno composto da una cifra variabile di Canti, da un minimo di uno ad un massimo di dieci. Ogni ciclo ha sempre Väinämöinen come figura ricorrente, a cui si affiancano o si contrappongono uno o più personaggi.

La storia più famosa è senza dubbio quella in cui Väinämöinen chiede a Jouhakainen la mano di sua sorella Aino. Jouhakainen perde una sfida canora con Väinämöinen e viene gettato in una palude. In cambio della sua salvezza, egli promette al vecchio sciamano la mano di sua sorella Aino. Questa non accetta e cerca sempre di fuggire dal vecchio finché decide di lasciarsi affogare piuttosto che finire tra le braccia di Väinämöinen. Lo sciamano sarà tormentato dal ritorno di Aino sotto forma di salmone. La storia di Aino (Aino-Taru) è anche un celebre dipinto di Akseli Gallen-Kallela, realizzato nel 1891 che potete ammirare qui: http://www.vaasapages.com/pics/history/Gallen_Kallela_The_Aino_Triptych.jpg .

Lo Sapevate che…?

J.R.R. Tolkien, il famoso autore de “Il Signore degli Anelli”, era così affascinato dal Kalevala che decise di utilizzarlo come spunto per alcune vicende narrate ne Il Silmarillion. Tolkien cercò a lungo di procurarsi una copia originale del Kalevala, e imparò la lingua finlandese proprio per apprezzarlo nella sua versione originale.

Dalla sua passione per la lingua finlandese nacque il sindarin, una delle due lingua parlate dagli Elfi della Terra di Mezzo.

L’indipendenza finlandese

Dopo quasi 700 anni di dominio straniero, la Finlandia raggiunge la tanto agognata indipendenza il 6 dicembre 1917

Tra leggi costituzionali, scioperi, consultazioni segrete e violenze di bande armate, la Finlandia muove gli ultimi passi verso la secessione dalla Russia.
La cosa più preziosa per il popolo finlandese: l’indipendenza. Indipendenza che forse è ancora oggi uno dei valori più importanti per ogni finlandese.

La Finlandia approfittò del vuoto di potere a San Pietroburgo -causato dagli eventi del marzo 1917- cercando immediatamente di portare avanti la questione dell’indipendenza col governo provvisorio russo, che però rispose negativamente alle velleità secessioniste. Ancora una volta le divisioni interne non aiutarono i Finlandesi, dal momento che i socialdemocratici vedevano le proprie spinte indipendentiste frenate dai partiti di stampo borghese.

I mesi successivi furono frenetici e pieni di aspettative e timori, difficili per la popolazione anche a causa della difficoltà di approvvigionamento. Il 18 luglio 1917, in reazione al tentativo di golpe bolscevico in Russia, il Parlamento finlandese approvò una legge (valtalaki) per assumersi il compito di supremo organo di governo sul territorio del Granducato di Finlandia. La legge, dopo molte esitazioni, venne inviata per essere approvata al governo provvisorio russo, che non solo non concesse il suo beneplacito, ma sciolse il Parlamento.

I partiti borghesi vinsero le successive elezioni e iniziarono a preparare una propria versione della legge, ma il nuovo, riuscito colpo di stato bolscevico fece precipitare gli eventi, costringendo il Parlamento finlandese ad arrogarsi unilateralmente il potere legislativo sul territorio del Granducato di Finlandia il 15 novembre 1917. Questa data rappresenta uno spartiacque nella storia delle relazioni russo-finlandesi, dal momento che la decisione troncava de facto il legame giuridico tra le due entità politiche, aprendo la strada all’indipendenza.

Nel frattempo, già a partire dall’estate, in un clima di reciproco sospetto e di timore per gli eventi futuri iniziarono a formarsi milizie armate, sia da parte proletaria (punakaartit) che borghese (suojeluskunnat), che si macchiarono di soprusi e violenze nei confronti della popolazione, e si affrontarono in diversi scontri armati, particolarmente nei sei giorni di sciopero generale dal 14 al 19 novembre 1917.

L’attività sullo scacchiere politico finlandese divenne più frenetica mano a mano che la situazione diveniva incontrollabile. I partiti borghesi, di fronte allo spettro di una rivoluzione socialista sul suolo finlandese, cambiarono presto idea sulla questione indipendentista, e giudicarono la separazione dalla madrepatria come l’unico modo per salvaguardare l’ordine costituito e allontanare la minaccia russa. La situazione sul territorio premeva molto anche a due delle principali potenze europee, la Germania e la Russia, dal momento che ognuna di esse cercava di attirare l’area (la cui trasformazione in stato sovrano sembrava oramai prossima) nella propria sfera d’influenza.

Da una parte il governo bolscevico di San Pietroburgo incitò il partito socialdemocratico ad innescare la rivoluzione proletaria sul suolo finlandese, e inviò a Helsinki, in occasione del congresso del partito, l’allora commissario del popolo Josef Stalin. Stalin rassicurò i compagni finlandesi riguardo all’appoggio concreto della controparte russa per la riuscita della rivoluzione e, inoltre, garantì il futuro riconoscimento dell’indipendenza della nazione, un punto su cui i socialdemocratici erano particolarmente fermi. L’esito finale del congresso fu però una delusione per Lenin a causa dell’atteggiamento moderato dei dirigenti del partito.

In direzione opposta si intensificarono le relazioni segrete tra i partiti borghesi e la Germania, con l’intento di ottenere la promessa di uno sbarco militare sul suolo finlandese e di forniture militari necessarie all’eventuale lotta armata contro le forze bolsceviche, interne e russe. Neanche questi negoziati però ottennero l’esito sperato, poiché si conclusero solamente con la promessa, da parte tedesca, di spedizioni di armi in caso di necessità, e rassicurazioni di tipo diplomatico, come una presa di posizione in favore dell’indipendenza finlandese durante i negoziati di pace tra i belligeranti impegnati nel conflitto mondiale.

Il 27 novembre 1917 venne formato, su mandato parlamentare, il direttivo esecutivo di stampo borghese, con a capo P.E. Svinhufvud, e già due giorni dopo iniziarono le consultazioni per stabilire le modalità di dichiarazione d’indipendenza. Il 4 dicembre 1917 venne presentato al Parlamento finlandese un documento contenente la dichiarazione d’indipendenza, che venne approvato finalmente tramite votazione il 6 dicembre 1917.

Il riconoscimento del neonato stato finlandese venne concesso per primo dal governo bolscevico russo in modo informale poco prima della mezzanotte del 31 dicembre 1917, e poi ratificato definitivamente il 4 gennaio 1918. A quel punto le altre nazioni si sentirono autorizzate anch’esse a riconoscere l’indipendenza della regione: tra le prime vi furono Svezia e Francia. Sulle mappe europee comparve ben presto un nuovo Paese indipendente: la Finlandia.

Lo sapevate che…?
Anche il leader della rivoluzione russa, Lenin, era già stato ad Helsinki in precedenza. In effetti, nel 1907, soggiornò brevemente ad Helsinki durante la sua fuga in esilio. Da Helsinki, anche se braccato dai servizi segreti dello zar, riuscì a raggiungere in maniera molto avventurosa Turku per poi imbarcarsi con una nave verso la Svezia.