Il finlandese al lavoro

Essenziale e puntuale, il finlandese non spreca tempo e risorse!

Organizzazione, puntualità e lavoro indipendente, questi sono gli ingredienti che rendono il finlandese capace di lavorare in maniera molto efficiente
In Finlandia puoi perfino andare a pranzo con il tuo capo!

un tipico ufficio finlandese
Sin dagli anni ’90 la Finlandia è diventato uno dei paesi tecnologicamente più avanzati e parecchie aziende internazionali hanno dovuto perciò interagire con quelle finlandesi. Lavorare con i Finlandesi è abbastanza facile, poiché sono pragmatici, puntualissimi e ordinati. Comunque, data la peculiarità di cultura e di comunicazione dei Finlandesi, specialmente se rapportata a noi popoli mediterranei, è bene tenere a mente alcuni elementi chiave che vi possono aiutare nell’ambiente lavorativo.

La puntualità

I Finlandesi sono molto puntuali e si aspettano lo stesso comportamento da parte dei loro collaboratori. Se una riunione comincia alle 9, bisogna essere presenti alle 9! Probabilmente la puntualità e, quindi, l’abilità di organizzare bene il proprio tempo, è legata anche alle condizioni meteorologiche avverse: immaginate di dover aspettare un autobus in ritardo in pieno inverno a 20 gradi sotto zero!

La perseveranza

I Finlandesi sono famosi per la perseveranza, sia nella vita che nel lavoro. Questo loro aspetto viene descritto dalla parola finlandese sisu. Amano portare a termine un lavoro fino alla fine prima di intraprenderne uno nuovo. La perseveranza può essere vista a volte come aspetto negativo, poiché diventa testardaggine se portata all’estremo.

La comunicazione è minima e mirata

I Finlandesi sono diretti e precisi. Nell’ambiente di lavoro regna generalmente un gran silenzio per permettere la concentrazione di tutti. La comunicazione è essenziale, non si fanno domande ovvie e le risposte sono spesso succinte. Ciò può sembrare un po’ scortese, ma questo comportamento dei Finlandesi mira invece a cercare di non sprecare il tempo altrui. Inoltre, i rapporti interpersonali non sono considerati un mezzo necessario per il buon svolgimento di un lavoro: infatti vi può capitare di non sapere nulla della vita privata dei vostri colleghi di lavoro anche di lunga data.

Indipendenza

Altro aspetto fondamentale del lavoro in Finlandia è la capacità di essere indipendenti. Sapersela cavare da soli è un modo di fare ideale, sia nello svolgere un lavoro sia nel raccogliere informazioni, cioè in maniera indiretta evitando possibilmente di chiedere l’aiuto di un collega. Il lato negativo è che, a volte, è difficile ricevere feedback o scambiare opinioni sul proprio lavoro, a meno che ciò non avvenga nelle periodiche riunioni programmate.

Tutti sullo stesso livello

Infine, in Finlandia l’egalitarismo tra i vari ruoli è nella norma. Ciò vuol dire che al lavoro ci si chiama sempre col nome proprio, sia tra dipendenti che tra dipendenti e capo, e si usa sempre il “tu” a tutti i livelli. Non sentirete, inoltre, appellativi come Dott., Ing. etc., che creano una certa distanza tra le posizioni in azienda. Questo è uno degli aspetti più positivi del lavoro in Finlandia. Il terrore del proprio superiore è raro, visto che generalmente gli (o “le”, spesso sono donne) si può tranquillamente parlare di qualsiasi problema.

In Finlandia al lavoro parecchi indossano sandali o le classiche pantofole imbottite della nonna. Ciò perché di solito le scarpe d’inverno sono molto pesanti e non è comodo portarle per parecchio tempo quando si sta in ufficio o in negozio.

Il suicidio in Finlandia

Il suicidio in Finlandia

La Finlandia è la tredicesima nazione al mondo per tasso di suicidi

Parlando della Finlandia si cita tra l’altro l’alto tasso di suicidi. Ma la situazione finlandese non è molto diversa da quella di altri “insospettabili” paesi.

La Finlandia è famosa all’estero per l’alto tasso di suicidi, ma è solo quarta nella classifica europea.

Sfatiamo subito un mito: la Finlandia non è la prima nazione al mondo per tasso di suicidi. Il podio di questo macabro primato è occupato, in ordine, da Bielorussia, Lituania e Russia. Nazioni economicamente potenti come il Giappone e la Corea del Sud si posizionano rispettivamente al sesto e al nono posto. Per quanto riguarda gli “insospettabili”, ben due nazioni in Europa hanno un tasso di suicidi più alto di quello Finlandese: l’Ungheria, all’undicesimo posto, e il Belgio che con il dodicesimo posto si piazza direttamente di fronte alla Finlandia.

C’è da dire che la situazione non è sempre stata quella attuale: il tasso di suicidi in terra finlandese è infatti diminuito del 40% negli ultimi 15 anni, passando da 30 a 18 suicidi ogni 100.000 abitanti.

La ragione di una diminuzione così drastica è da attribuirsi principalmente all’azione di governo dopo il 1991, data che vide la Finlandia primeggiare per tasso di suicidi di giovani fra i 13 e i 19 anni. Da quel momento in avanti il supporto psicologico contro la depressione è raddoppiato, portando benefici piuttosto evidenti in un ambito estremamente delicato.

D’altro canto, durante il boom economico ed urbano fra il 1965 e il 1990, paradossalmente, la Finlandia triplicò il numero dei suicidi. Gli esperti tendono a scartare l’ipotesi che i freddi e lunghi inverni abbiano molta influenza sul fenomeno, perché nazioni a latitudini analoghe, come la Norvegia, ebbero per lunghi periodi un tasso di suicidi equivalente alla metà di quello finlandese.

Motivazioni più plausibili relative all’alto tasso finlandese di suicidi, che anche oggi rimane comunque impressionante rispetto agli standard a cui siamo abituati (l’Italia si classifica 62esima), sono da ricercarsi su una disponibilità di supporto psicologico ancora insufficiente rispetto alle richieste – gli studenti, in particolare, possono essere messi in attesa per mesi – e su una certa facilità con la quale si possono ottenere medicinali antidepressivi, che alla lunga possono portare dipendenza.

Altre ragioni che potrebbero giustificare l’alto tasso di suicidi sono l’abuso di alcool e la bassa densità abitativa che influisce sui rapporti umani aiutando a creare un certo senso di isolamento e solitudine per chi vive lontano dai centri abitati.

Lo Sapevate che…?
Secondo Jouko Lonnqvist, professore dell’Istituto Nazionale della Salute e del Welfare, il tasso di suicidi è diminuito anche grazie all’uso del telefono cellulare e all’arrivo dei social networks, che contribuirebbero a far sentire le persone meno isolate.