Guerra d’Inverno

La Guerra d’Inverno, in finnico Talvisota, si svolse tra il 1939 ed il 1940 e vide la Finlandia e la l’Unione Sovietica confrontarsi in un conflitto breve ma molto intenso.

Conosciuta anche con il nome di guerra russo-finnica, la guerra durò 105 giorni, e si concluse con il Trattato di pace di Mosca secondo il quale la Finlandia dovette rinunciare ad alcuni territori ma riuscì comunque a mantenere il suo status di Stato libero e indipendente.
La grande impresa della “piccola” Finlandia contro il gigante russo.
Guerra d'Inverno

Nonostante fosse stato stipulato un patto di non aggressione tra Finlandia e l’Unione Sovietica già nel lontano 1932 (e poi rinnovato nel 1934 per altri 10 anni), l’Urss non fece mai nulla per negare le sue mire espansioniste nei confronti della giovane e vicina nazione finlandese. Dal suo canto, anche la Finlandia faceva il possibile per fronteggiare un eventuale attacco russo, visto che il Gran Maresciallo Mannerheim aveva fatto costruire varie fortificazioni su vari punti della lunga linea orientale che divideva le due nazioni.

Alla fine dell’estate del 1939, Germania e Unione Sovietica firmavano il patto di non aggressione Molotov-Ribbentropp, secondo il quale la Finlandia ricadeva nella sfera d’influenza russa. Subito dopo Stalin iniziò ad avanzare richieste di varie concessioni territoriali alla Finlandia, tra cui la creazione di basi militari sovietiche sul territorio finlandese, giustificandole come requisiti necessari per la sicurezza di Leningrado e la protezione del confine nordorientale da possibili attacchi via mare di Germania e Inghilterra.

Ovviamente, la Finlandia rifiutò di sottostare alle condizioni poste dall’Unione Sovietica, che non lasciavano presagire nulla di buono. La stessa proposta infatti venne avanzata nello stesso periodo ad ognuna delle Repubbliche Baltiche, che però al contrario della Finlandia si piegarono al volere di Stalin. Esse evitarono sì la guerra, ma solo momentaneamente: nell’estate dell’anno successivo l’Armata Rossa occupò Estonia, Lettonia e Lituania, instaurò governi fantoccio e iniziò la repressione e le deportazioni in massa. In realtà, pur di evitare di entrare in conflitto contro un nemico più grande e meglio attrezzato, il governo finlandese tentò la carta della controproposta, offrendo la cessione di una piccola parte di territorio ai sovietici, i quali però la rifiutarono giudicandola insufficiente.

In un clima così teso, la guerra era ormai inevitabile. Entrambi gli schieramenti si preparavano e mobilitavano all’imminente scoppio. Furono i russi i primi ad attaccare, senza nemmeno proclamare una dichiarazione di guerra e sfruttando come casus belli l’attacco di Mainila dove un posto di guardia sovietico fu fatto saltare in aria in circostanze misteriose, visto che successive testimonianze portarono poi alla luce che l’incidente fu architettato dai servizi segreti russi come pretesto per l’inizio delle ostilità.

L’invasione della Finlandia

Il 30 novembre 1939 le forze sovietiche invasero la Finlandia, ma il piano russo di una guerra lampo, sullo stile della Blitzkrieg tedesca, fallì miseramente davanti alla strenua difesa attuata dalle forze finlandesi. Seppur inferiori in numero e mal equipaggiati, i Finlandesi mostrarono eccezionale coraggio e attuarono la strategia militare della guerriglia per ovviare all’evidente disparità di forze tra i due schieramenti.

L’inverno del 1939-40 fu molto rigido, con temperature che raggiunsero anche i meno 40 gradi. Le truppe finlandesi furono eccezionali nel trasformare il freddo, le lunghe ore di buio, la foresta e la quasi assenza di vie percorribili a proprio vantaggio. Vestiti completamente di bianco ed equipaggiati con sci da fondo, i soldati finlandesi riuscivano a muoversi molto agilmente e furono spesso anche nella condizione di passare al contrattacco in alcune zone della Finlandia centrale.

Capiti alcuni degli errori commessi precedentemente, gli alti comandi sovietici concentrarono un numero maggiore di soldati in un numero minore di divisioni per sfondare la resistenza finlandese sfruttando la loro maggiore forza d’urto. A quel punto, la Finlandia avrebbe seriamente rischiato di subire un’invasione sovietica su tutto il suo territorio. Anche i russi dal canto loro erano però stremati da una guerra che si dimostrò più lunga e dispendiosa del previsto, oltre ad essere preoccupati su altri fronti per gli sviluppi della II Guerra mondiale.

La rinuncia alla Carelia

Il 6 marzo 1940 venne firmato un armistizio ed il 12 marzo venne poi sottoscritto il Trattato di Pace di Mosca che sanciva la perdita da parte finlandese di alcune parti nel territorio a Nord (parte della zona di Salla e la penisola di Kalastajansaarento), alcune isole nel Golfo di Finlandia e soprattutto della Carelia. Di questa regione faceva parte Viipuri, che era la seconda città più popolata della Finlandia nonché un importantissimo centro industriale e di scambi commerciali.

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La guerra d’inverno fu la rampa di lancio per la straordinaria carriera giornalistica di Indro Montanelli. Montanelli arrivò ad Helsinki nell’autunno del 1939 e lavorò come corrispondente di guerra. Il coraggio e l’incredibile resistenza del popolo finlandese affascinarono il giovane Montanelli e le sue corrispondenze ebbero allora un gran successo in Italia.

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Un pensiero riguardo “Guerra d’Inverno”

  1. Nell’anno 2000 visitai Helsinki. C’erano le celebrazioni per i 450 anni di Helsinki e mi attirò un chiosco per la promozione turistica della Carelia Occidentale. Chiesi ad una delle due donne che lo gestivano quali erano i rapporti attuali con la minoranza etnica finlandese della Carelia Orientale, presa dall’URSS ed ora in Russia. Freddamente (forse avevo toccato un nervo scoperto) la donna mi disse che non c’era alcuna relazione. Stalin aveva ordinato il taglio di tutte le strade e ferrovie. I pochissimi abitanti Finlandesi della Carelia Orientale che avevano resistito alla fuga ed alla deportazione finirono per andare via negli anni 70, quando Brezhnev concesse loro l’opportunità di emigrare.

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