Studiare il finlandese

Studiare il finlandese: dove, come e in quanto tempo.

La lingua finlandese (o finnico) è una delle lingue più difficili al mondo, ma se vivete in Finlandia ci sono tante possibilità di impararla e praticarla continuamente con i finlandesi. Conoscere la lingua del Paese in cui si vive è un indubbio vantaggio per vivere al meglio l’esperienza.
Consigli su come imparare il finlandese, la terza lingua più difficile al mondo!

Studiare il finlandese in Finlandia

La lingua finlandese è sicuramente una lingua molto difficile per noi italiani, poiché ha una struttura completamente differente e, per quanto riguarda il lessico, le parole raramente ricordano quelle italiane o derivano dal latino. Nonostante ciò, imparare il finlandese non è certo impossibile e aiuta a vivere meglio in Finlandia.

Consigli pratici per imparare il finlandese

Se avete deciso di vivere in Finlandia per almeno qualche anno, iscrivetevi subito a un corso di lingua finlandese: il finnico non si impara ascoltando la gente intorno a sé come si può fare con le altre lingue latine, ma bisogna imparare la grammatica abbastanza bene per poter dire qualcosa che abbia senso. Nigel Brigden, ideatore di un nuovo metodo per imparare il finlandese basato più sulla conversazione e meno sulla mera regola grammaticale, asserisce che in finnico ci siano 82 regole grammaticali. Per imparare sufficientemente il finlandese, studiando regolarmente, ci vogliono da uno a un paio d’anni. Già dopo pochi mesi, però, potrete stupire i vostri amici con qualche breve dialogo in finnico, e i finlandesi apprezzeranno molto.

D’altro canto la pronuncia è abbastanza semplice da apprendere per noi italiani: le uniche difficoltà sono date dal suono delle vocali, che sono a, o, u (chiamate vocali posteriori, il cui suono parte dalla gola) e ä, ö, y (chiamate vocali anteriori, il cui suono parte dal palato).

Per quanto riguarda la grammatica, le parole finlandesi si declinano in 15 casi grammaticali, ma la sintassi del verbo è più semplice rispetto all’italiano: non ci sono né il congiuntivo né il futuro, ad esempio. I suffissi dei casi si usano anche con gli aggettivi. Inoltre frequente è l’uso di preposizioni e postposizioni.

Seppur le regole siano tante e necessitino tempo per essere “digerite”, il finlandese ha poche eccezioni; per cui quando saprete applicare la regola, saprete già molto! Curioso è anche il fatto che con un po’ di dimestichezza, potrete anche “inventare” parole di senso compiuto, vista la logica della lingua.

Dove imparare il finnico

Ci sono tanti corsi di finlandese per gli stranieri; nelle città come Helsinki, Tampere o Turku avrete tante possibilità. I corsi sono organizzati sia da enti privati che da università e i prezzi sono per tutte le tasche. Alcuni corsi per principianti possono essere perfino gratuiti.

Quando siete in Finlandia contattate qualche scuola di lingua (kielikeskus). Queste offrono molte opzioni e potete scegliere quella che va meglio per voi. Un’altra alternativa è intraprendere corsi universitari, gratuiti se siete studenti, a pagamento se non lo siete. Il vantaggio è che sono ben organizzati -sono gestiti dal Ministero dell’Istruzione-, ma le lezioni potrebbero essere a orari non congeniali, ad esempio a metà mattinata.

Ci sono anche corsi estivi per imparare il finlandese, sparsi in tutta la Finlandia. Questi vi danno la possibilità di godere la splendida estate finlandese e allo stesso tempo apprendere la lingua.

Studiare finlandese a Helsinki

Ovviamente a Helsinki ci sono tantissimi corsi, visto il gran numero di stranieri. Potete consultare questi siti:
Helsinki University Language Centre
Aalto University Language Centre
http://www.finnishcourses.fi/ 

Corsi offerti dal ministero del lavoro

I corsi offerti dal ministero del Lavoro sono molti ambiti dagli studenti stranieri. Un test di ammissione deciderà da che livello partirete (1-4). A numero chiuso, la partecipazione non costa niente allo studente e il ministero del lavoro vi pagherà circa 300-400 euro al mese come sussidio. Le lezioni sono tutti i giorni per un mese, seguite da un tirocinio (non retribuito) finale di 3-4 settimane, per introdurre gli studenti stranieri nel mondo del lavoro in Finlandia.

Studiare il finlandese da solo

Se siete più temerari, potrete comprare un libro di testo e studiare da soli. Dotatevi di un ottimo dizionario, per limitare al massimo gli errori. Un semplice dizionario on-line è www.sanakirja.org, che funziona solo in Finlandia, oppura www.ilmainensanakirja.fi, che è il dizionario del quotidiano finlandese Iltalehti.

Alcuni libri di testo sono i seguenti:
– Maija-Hellikki Aatio, Finnish for foreigners, Otava (lingua: inglese)
– Virve Sammarkorpi e Leila White, From start to Finnish, Finn Lectura (lingua: inglese)
– Olli Nuutinen, Suomea suomeksi (vol. 1-2), SKS (lingua: finlandese)

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Volete prendere la cittadinanza finlandese? Dovrete superare un esame di finlandese o svedese, entrambe lingue ufficiali in Finlandia. Il livello richiesto è intermedio superiore.

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Katso Merta e altri falsi amici della lingua finlandese

Falsi amici: frasi in finlandese che in italiano si pronunciano nello stesso modo ma vogliono dire qualcosa di completamente diverso.

La lingua finlandese non è tra le più facili da imparare. Non essendo parente neanche lontana di lingue come l’inglese o l’italiano, le parole finlandesi, salvo pochissime eccezioni (di solito prestiti linguisitici), non sono comprensibili da chi non ha passato un po’ di tempo a studiare la lingua. Ma alcune frasi in finlandese, soprattutto per noi italiani, suonano davvero bizzarre. Un viaggio alla scoperta dei falsi amici tra la lingua finlnadese e l’italiano.

Potete dire di aver fatto breccia nel cuore di un Finlandese quando, con gli occhi che brillano, vi dirà come si dice guarda il mare in finlandese.

Katso Merta - guarda il mare

La lingua finlandese, per noi italiani, ha un grande svantaggio e un grande vantaggio. Lo svantaggio è che nessuna parola somiglia all’italiano, è impossibile capirne il significato delle frasi, anche basilari. Il vantaggio, notevole, è che il finlandese si pronuncia come l’italiano.

Per esempio la frase minulla on auto, che vuol dire “io ho un’automobile”, si pronuncia proprio com’è scritta. In questo articolo non riportiamo tutti i possibili falsi amici, ma faremo una carrellata di quelli più utili e “pericolosi” con cui potrete avere a che fare.

Katso

Katso, pronunciato proprio come state pensando, vuol dire “guarda”. E’ l’imperativo singolare del verbo katsoa. Provate a urlare katso! in mezzo alla strada e tutti si gireranno per vedere cosa c’é da guardare…

I Finlandesi, quando parlano con gli Italiani, amano pronunciare la frase katso merta (“guarda il mare!”). La frase “katso mertaè stata resa celebre in Italia da Anna Falchi in diretta nazionale al Festival di Sanremo.

Volendo giocare un po’ con la lingua altre due frasi interessanti sono katso sukkia (guarda i calzini) e katso matto (guarda il tappeto).

 Kuulo o kulho

Dopo katso un’altra parola divertente in finlandese è kuulo (e la pronuncia è proprio quella), che vuol dire udito. Invece, la parola kulho in finlandese vuol dire ciotola.

Panna

Fate attenzione quando al supermercato siete alla ricerca della panna per cucinare. Panna in finlandese vuol dire “mettere”, ma ha anche un’accezione volgare: “fottere”. La panna da cucina si chiama kerma. La panna spray è kermavaahto.

I falsi amici animali

Nel mondo animale numerosi sono i falsi amici, come:
pöllö = gufo
ankka = anatra
minkki = visone (una forma del sostantivo minkki è minkkiä)

Altri falsi amici nella lingua finlandese

L’elenco non finisce qui, sono innumerevoli per parole finlandesi che si pronunciano come parole italiane ma hanno un significato diverso.

bimbo = sciocco, stupido
firma = azienda
katto = soffitto, tetto
kokko = falò
kani = coniglio. Non vi spaventate se trovate del kani al supermercato
lama = depressione, crisi
lento = volo
lupa = permesso, concessione
multa = terra, suolo
otto = prelievo, ripresa. Lo troverete spesso presso i bancomat
pala = pezzo
peli = gioco
ratti = volante, sterzo
rutto= peste
sakko = multa
tappo = uccisione
tori = piazza
tutti = tettarella, ciuccio
vene = barca
vero = tassa
vino = inclinato, storto, disonesto

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Guarda che luna, una canzone di Fred Buscaglione, nella versione finlandese Hopeinen kuu di Olavi Virta suona così: Hopeinen kuu luo
Ascoltate solo i primi 10 secondi:

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Frasario di sopravvivenza di finlandese

Frasario finlandese per districarvi nelle situazioni più disparate. Usare i gesti aiuta, ma non basta!

Uno dei problemi principali del turista è comunicare con le persone del posto. Dal cercare la fermata dell’autobus al chiedere informazioni sugli orari di apertura del museo, c’è una miriade di occasioni in cui un frasario può tornarvi utile.

Noio volevont savoir l’indiriss… per evitare di essere in situazioni come Totò in “Totò, Peppino e la Malafemmina” conviene portarsi dietro un frasario con le frasi più utili quando vi trovate all’estero!

Il primo consiglio è: provate con l’inglese. Infatti la maggior parte della popolazione in Finlandia è in grado di parlare inglese perlomeno ad un livello accettabile, se non fluente. È comunque possibile che, se vi trovaste sperduti nelle campagne in una zona remota della Finlandia, la vostra capacità di esprimervi nella lingua di Shakespeare possa non servire a molto. Non vi preoccupate! Noi di GuidaFinlandia abbiamo pensato a voi e abbiamo redatto un piccolo frasario di sopravvivenza.

Il secondo consiglio è: non cercate di imparare le frasi a memoria. Per esperienza personale possiamo dirvi che cercare di memorizzare una serie parole senza alcun significato apparente non vi porterà da nessuna parte, se non in una farmacia alla ricerca di aspirina per il mal di testa. La cosa migliore è stampare il frasario o organizzarlo per punti, al fine di trovare rapidamente la frase giusta da recitare al momento opportuno.

Come si pronuncia il finlandese

Il terzo consiglio è: imparate in anticipo come si pronuncia il finlandese (o finnico che dir si voglia). Gli italiani sono enormemente avvantaggiati in termini di fonetica, dal momento che sia il finlandese che l’italiano si pronunciano come si scrivono, al contrario dell’inglese o del francese. Diciamo che le maggiori difficoltà che può incontrare un italiano quando legge ad alta voce qualcosa in finnico sono relative agli accenti tonici e alle vocali.

  • Accenti: l’accento cade sempre sulla prima sillaba. Cfr kotona (“a casa”) e “cotone”: nella parola in finlandese l’accento è sulla prima sillaba, nella parola italiana sulla seconda.
  • Vocali: oltre alle “classiche” vocali A,E,I,O,U esistono in finnico altre tre vocali: Ä (a metà strada tra una A e una E, come la A nella parola inglese hat), Ö (grosso modo a metà strada tra una O e una E, come nel francese eau) e Y (come la U della parola francese tu). Esiste inoltre la lettera Å, usata nei nomi in svedese, che si pronuncia come la O in italiano.
  • Doppie vocali: un’altra particolarità che solitamente crea problemi all’ italiano sono le doppie vocali. In italiano esistono solamente le doppie consonanti, e il nostro orecchio non è abituato a distinguere una A da un’AA. Per i Finlandesi invece la differenza c’è e si sente, al punto da avere difficoltà a riconoscere una parola, quando viene erroneamente pronunciata con una sola vocale invece che con due. Fate un po’ di pratica aiutandovi con questo link:
    http://www.helsinki.fi/puhetieteet/projektit/Finnish_Phonetics/vokaaliesim.htm
  • Altre particolarità: la H è sempre aspirata (non muta come nell’italiano), la J si pronuncia come nell’italiano “jogurt”, l’arcaica W si pronuncia come una V.

Il quarto consiglio: siate creativi! Usate gesti, indicate con le mani, disegnate… ogni trucco vale pur di riuscire a cavarsela.

Frasario in finlandese

Riportiamo qui di seguito solo un frasario essenziale che potrà tornarvi utile durante il vostro soggiorno in Finlandia. Già se riuscite a imparare queste frasi farete un figurone parlando con i Finlandesi ma, se pensate di aver bisogno di ulteriore aiuto, è bene acquistare un frasario esteso per viaggiatori.

Le basi

Joo
No Ei
Salve/ciao Moi
Arrivederci Moi moi
Grazie Kiitos
Prego Ei kestä
Per favore non esiste! La forma più semplice da utilizzare per uno straniero consiste nel terminare una richiesta con un kiitos
Mi scusi Anteeksi
Bene hyvää
Mi chiamo… Nimeni on…
Come ti/si chiami/a? Mikä sinun nimesi on?
Parli/a inglese? Puhutko englantia?
Non parlo finlandese En puhu suomea
Aiuto Apua
Potrebbe darmi una mano? Voisitko auttaa minua?
Non capisco En ymmärrä
Ho bisogno di… Tarvitsen…
Vorrei… Haluaisin…
Questo/a Tämä
Quello/a Tuo
Questi/e Nämä
Quelli/e Nuo
Niente Ei mitään
Tutto Kaikki

Chiedere indicazioni
Potrebbe dirmi dove mi trovo? Voisitko kertoa missä olen?
Dove si trova… Missä on ….
Come faccio ad arrivarci? Miten pääsen sinne?
Quanto tempo ci vuole per arrivarci? Kauanko matka kestää?

Ore e orari
Che ore sono? Mitä kello on?
A che ora chiude? Moneltako se menee kiinni?
A che ora apre? Moneltako se aukeaa?

In un esercizio commerciale
Posso pagare con la carta di credito? Voinko maksaa luottokortilla?
Posso avere… ? Saisinko…
Un po’ Vähän
Molto Paljon
Senza… Ilman…
Questo è incluso nel prezzo? Sisältyykö tämä hintaan?
È troppo caro Se on liian kallis
Avreste qualcosa di più economico? Olisiko teillä jotain halvempaa?

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Se sapete un po’ di l’inglese o tedesco potete orientarvi leggendo le scritte in svedese, dal momento che grossomodo questa lingua è a metà strada tra le due sovra citate. Nel caso sappiate parlare il tedesco, il russo o lo spagnolo potete tentare di comunicare servendovi di queste lingue; sono tra le lingue straniere più conosciute.
E potete sempre provare persino con l’italiano! Molti finlandesi amano il nostro Paese e si dedicano allo studio della sua lingua.

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Le lingue parlate in Finlandia

Che lingua si parla in Finlandia? Il finlandese e lo svedese, ma anche il sami, il russo…

In Finlandia non esiste un’unica lingua ufficiale. Le lingue riconosciute in Finlandia come ufficiali sono due e le lingue parlate all’interno della nazione sono molte di più.
Il finlandese, o finnico, e lo svedese sono le due lingue ufficiali della Finlandia. Al loro fianco, esistono diverse lingue che pur non avendo lo status di lingue ufficiali a livello nazionale sono tutelate dalla Costituzione. Queste lingue sono:
– la lingua dei sami, che ha status di lingua regionale in alcune parti della Lapponia settentrionale, ed è l’unica che viene considerata ufficialmente lingua di minoranza etnica,
– la lingua dei rom,
– il linguaggio dei segni.

La quasi totalità dei nati in Finlandia, dai vecchi ai bambini, parla almeno due lingue. Si inizia naturalmente con il finlandese. Lo svedese era obbligatorio fino a poco tempo fa, così come la terza lingua, che solitamente è l’inglese. Obiettivamente, i Finlandesi sono molto più pratici e poliglotti di noi italiani.

Circa il 92% degli abitanti della Finlandia parla il finlandese come prima lingua. Il 5,5% parla come prima lingua lo svedese come lingua madre. Eppure l’intera nazione è bilingue, con tutti i cartelli scritti nelle due lingue citate e la burocrazia che funziona con due lingue, persino i manuali, le istruzioni, i moduli e i siti internet dei servizi pubblici, sempre sia in finlandese che in svedese.

Inoltre, la Costituzione riconosce la lingua dei segni. Chi ha bisogno d’interfacciarsi con la pubblica amministrazione, ha il diritto di essere servito utilizzando la lingua dei segni finlandese (SVK).

La lingua finlandese

Il finlandese, o finnico, è la lingua principale parlata in Finlandia. Una lingua giovane se consideriamo che come lingua è stata codificata in forma scritta da M. Agricola (1510 – 1557), vescovo di Turku che ha tradotto in lingua finlandese il Nuovo Testamento, primo libro scritto appunto in finlandese. Lo stesso Mikael Agricola fu il primo a codificare in forma scritta l’alfabeto finlandese.

Proprio per la “giovinezza della lingua” la letteratura finlandese è molto esigua. Il finlandese
appartiene alle lingue ugro-finniche, imparentata quindi con l’estone e l’ungherese. La grammatica finlandese è totalmente diversa dalla grammatica italiana e tutti nominali si declinano aggiungendo le desinenze dei 15 casi, che esprimono la funzione logica alla parola stessa.

Il dizionario finlandese non va dalla A alla Z ma dalla A alla Ö.

Non lasciatevi scoraggiare, nonostante queste profonde differenze non è impossibile imparare il finlandese e sono numerosi i corsi organizzati.
(link articoli renato)

Il finlandese risulta per lo meno facile da leggere. Come l’italiano infatti, è una lingua fonetica, per cui ad ogni segno grafico corrisponde sempre un unico modo di pronunciarlo. Questo fa sì che il finlandese si pronunci come viene scritto, al contrario dell’inglese o del francese.

Se non per motivi di studio o interesse, noi Italiani possiamo ricordare la lingua finlandese grazie all’esibizione canora di Anna Falchi nel 1995 al festival di San Remo e del suo disco inciso lo stesso anno, Pium Paum (Vipula Vapula).

La lingua svedese

Il 5.5% della popolazione finlandese parla lo svedese come prima lingua. La Finlandia è stata dominata dalla Svezia per molti anni e questo ha influito profondamente sulla società finlandese. Uno di questi effetti si può vedere appunto nella lingua. A scuola l’insegnamento dello svedese è obbligatorio (anche se l’esame di svedese alla maturità è stato recentemente reso facoltativo), ma nonostante questo non sono molti i Finlandesi in grado di parlare questa lingua, soprattutto nelle aree occidentali della Finlandia, dove i parlanti svedese sono generalmente concentrati.

Lo svedese insegnato in Finlandia è leggermente diverso da quello parlato in Svezia. Alcune parole sono pronunciate diversamente e alcune hanno un significato leggermente diverso. Ci viene in mente ad esempio il tedesco austriaco o svizzero, che si differenziano da quello della Germania.

Lo svedese influenza la lingua finlandese molto profondamente e molte nuove parole della lingua finlandese derivano infatti da parole prese in prestito dalla lingua svedese. Come spesso accade, sono soprattutto i giovani a coniare neologismi. Ricordiamo ad esempio lo slang di Helsinki, che ha tantissime parole svedesi e chiamato per l’appunto stadin-slangi, dalla parola svedese staden, “città”.

La lingua dei segni finlandese

La lingua dei segni è conosciuta e utilizzata da circa 5000 persone in Finlandia. Nonostante l’esiguo numero di utilizzatori questa lingua ha ricevuto tutela legale negli ultimi anni e la pubblica amministrazione deve poter servire i propri clienti anche in questa lingua.

La lingua dei segni finlandese è stata codificata alla fine dell’Ottocento.

La lingua dei sami

Le lingue sami sono lingue lapponi parlate per l’appunto da alcuni gruppi Sami che vivono in Lapponia, a Nord della Finlandia, della Norvegia, della Svezia e della Russia.

Alcune delle lingue sami si sono estinte nel corso degli anni (una lingua muore quando l’ultima persona che la parla muore) e in assenza di letteratura scritta, di molte lingue sami si è persa ogni traccia. Delle 11 lingue sami riconosciute, solo sei hanno tracce letterarie.

Le lingue sami appartengono come il finlandese alla famiglia delle lingue uraliche ma non al baltofinnico, il gruppo del finlandese e l’estone. Sono lingue parenti ma parte di un gruppo separato. Sul territorio finlandese sono diffuse queste tre lingue lapponi: il sami settentrionale, il sami skolt e il sami di Inari.

La lingua dei rom

Anche la lingua romani, parlata dalla popolazione rom in Finlandia, è una lingua tutelata e riconosciuta dalla legge.

Le minoranze linguistiche in Finlandia

Ecco l’elenco delle lingue in base al numero dei parlanti (fonte:wikipedia.it)

1. Finlandese
2. Svedese
3. Russo
4. Estone
5. Inglese
6. Somalo
7. Arabo
8. Curdo
9. Albanese
10. Cinese
11. Lingua dei segni
12. Vietnamita
13. Tedesco
14. Turco
15. Persiano
16. Thailandese
17. Spagnolo
18. Francese
19. Sami
20. Polacco

Come vedete l’italiano non figura tra le prime 20 lingue parlate in Finlandia.

Per un Italiano in visita colpisce il fatto che un Finlandese tipico tra i 20 e i 30 anni parli il finlandese come madrelingua, capisca e parli lo svedese come seconda lingua, comprenda perfettamente l’inglese perché lo studia a scuola e studi/capisca/parli una quarta lingua che di solito è lo spagnolo, il tedesco, o qualche volta anche l’italiano.

Dialetti

La lingua finlandese è generalmente uniforme all’interno del territorio. D’altro canto, come succede in tutte le altre Nazioni, anche qui nelle diverse regioni le parole vengono pronunciate o abbreviate in modo differente. In alcune parti l’accento viene posto in un punto diverso delle parole e un finlandese riesce a capire da che parte proviene l’interlocutore con cui sta parlando.

La regione di Oulu è ad esempio famosa per il raddoppiamento delle consonanti, quella di Helsinki per la “s” sibillina.

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In Finlandia i film non sono doppiati bensì solamente sottotitolati in finnico e svedese, quindi quando si va al cinema tutti i film sono proiettati in lingua originale. Preparatevi a gustare un film in lingua originale con 1/4 dello schermo occupato dai sottotitoli in entrambe le lingue!

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Il finlandese: le parole lunghissime

Parole lunghissime nella lingua finlandese

A causa della sua natura, la lingua finlandese forma le parole per mezzo di “mattoncini” che si attaccano l’uno all’altro. Ognuno di questi “mattoncini” è specializzato nel “trasportare” uno dei valori possibili per una certa categoria grammaticale. Questo vuol dire che le parole in finnico sono spesso e volentieri dei veri e propri “trenini” composti da diversi “vagoncini grammaticali” attaccati l’uno all’altro.

Se vi vengono le vertigini a pronunciare “supercalifragilistichespiralidoso”, aspettate di vedere le parole che usano i Finlandesi!

Il finnico, come tutte le lingue del gruppo ugro-finnico è una lingua fortemente agglutinante (dal latino agglutinare che vuol dire incollare, attaccare).

Che cosa vuol dire? Poniamo a confronto tre lingue: l’inglese, l’italiano e il finnico.

Nell’inglese la flessione di sostantivi e verbi è quasi nulla: ad esempio amo e amano sono resi per mezzo di un’unica forma (love), rendendo necessaria la presenza di un sostantivo o del pronome per la comprensione del soggetto. Essendo la flessione ridotta al minimo, ne consegue che le parole sono solo in minima parte scomponibili in unità morfologiche più piccole(es: la s posposta per indicare il plurale, come in friends = friend-+ -s). L’inglese è classificata come una lingua moderatamente analitica: le parole funzionano come dei “mattoni” che vengono modificati solo in minima parte a seconda delle esigenze. Per comunicare il significato della frase è necessario combinare numerosi “mattoni” in un certo ordine, anche per mezzo di altri “mattoncini”, quali preposizioni, postposizioni e altri elementi.

L’italiano presenta invece un certo grado di flessione: i morfemi sono più numerosi e possono veicolare più informazioni grammaticali allo stesso tempo: gatte = gatt- (la radice) e -e (il morfema grammaticale). Nell’esempio il “mattoncino” -e veicola sia l’informazione sul genere (femminile) che quella sul numero (plurale). Per questo l’italiano viene classificato come lingua flessiva.

Nel finnico le parole presentano un grado ancora maggiore di flessione, dal momento che i morfemi grammaticali sono specializzati nel veicolare solo una certa categoria grammaticale, e vengono perciò attaccati l’uno con l’altro come i vagoni di un treno alla motrice (ovvero la radice). Per cui avremo in finnico parole come autoissanikinko (che vuol dire “Anche nelle mie automobili?”), nella quale, oltre alla radice, sono presenti ben cinque morfemi grammaticali.

Un’altra caratteristica che influisce sulla lunghezza delle parole è la passione dei Finlandesi per le parole composite. I Finlandesi riescono a comunicare lo stesso messaggio di noi italiani con molte meno parole. Come se non bastasse, la capacità di “agglutinare” del finnico non si ferma ai singoli pezzi che compongono le parole, ma si estende anche alle parole stesse. Questa capacità può essere applicata, in teoria, all’infinito: per come è strutturata la lingua finnica sarà sempre possibile connettere più parole per formarne di nuove, e continuare così a piacere.

Il risultato di questa “collosità” linguistica è una miriade di parole composite: dal semplice työ-todistus, (“contratto lavorativo”, due lessemi), all’iperbolico vuoro-työ-tunti-lista-kansio (più o meno “raccoglitore per la lista delle ore del turno di lavoro”, cinque lessemi). La parola di senso compiuto più lunga in finnico è epäjärjestelmällistyttämättömyydellänsäkäänköhän, un mostro di 48 lettere, che tradotto significa più o meno “neanche con la sua abilità di non rendere [qualcosa] non sistematico?”. Il tutto espresso con un senso di dubbio o meraviglia (reso grazie alla particella –hän).
Facile, no? 😉

Ovviamente il limite esiste, ed è costituito dalla praticalità di un termine: parole troppo lunghe non vengono mai usate e si preferisce utilizzarne diverse, più semplici da “gestire”.

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La parola palindroma più lunga del mondo è una parola finlandese!

Il palindromo è una parola o una frase che si legge nello stesso modo da destra verso sinistra e da sinistra verso destra. Saippuakivikauppias, che si può leggere da destra verso sinistra o da sinistra verso destra, è la parola palindroma più lunga del mondo e vuol dire venditore di sapone.

In Finlandia, creare frasi palindrome è quasi un hobby. Esiste persino un “angolo della palindromia” in un programma radiofonico molto conosciuto e divertente, Alivaltiosihteeri, in cui il deejay e gli spettatori creano frasi palindrome, molto spesso bizzarre e senza senso. In ogni puntata vince chi crea la frase più lunga.

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Il finnico: i casi grammaticali e le particelle

La specializzazione non è solo una prerogativa dei Finlandesi sul posto di lavoro, la troviamo anche in una parte profonda della loro cultura, ovvero la loro lingua, il finlandese.

Gli italiani combinano diverse parole tra loro utilizzando diverse preposizioni. I Finlandesi modificano le parole nella parte finale e attaccano “mattoni” su “mattoni” fino a quando non riescono a dire con una parola quello che noi riusciamo a dire con almeno cinque tra sostantivi, preposizioni e avverbi.

Se i quattro casi del tedesco o i sei del latino vi sembrano tanti, sarete deliziati dal sapere che in finnico esistono addirittura 15 casi!

I Finlandesi sono in grado di esprimere intere proposizioni per mezzo di una o due parole grazie ai famosi 15 casi di cui il finnico è dotato.

Cosa sono i casi in una lingua?

I casi sono sostanzialmente la modificazione di un nominale (ovvero sostantivi e aggettivi) al fine di includere al suo interno una certa informazione sulla sua funzione logica all’interno della frase. Questa flessione dei nominali permette anche di invertire l’ordine del soggetto e dell’oggetto: nelle lingue senza casi (come l’italiano o l’inglese) l’ordine degli elementi della frase minima è sempre fisso (per italiano e inglese Soggetto-Verbo-Oggetto), mentre per le lingue dotate di casi separati per soggetto ed oggetto l’ordine può essere variato quasi a piacere, traendo lo studente straniero alle prime armi in inganno, dal momento che egli è abituato a trovare il soggetto davanti al verbo e l’oggetto dopo.

L’utilizzo dei casi grammaticali è riscontrabile in molte lingue anche indoeuropee, seppur tra le moderne lingue europee solo il tedesco e le lingue balto-slaviche ne siano provviste. Nelle lingue ugrofinniche questo aspetto è portato ad un livello superiore in termini di specializzazione e quindi di numero, permettendo la riduzione delle preposizioni al minimo.

Un’altra caratteristica del finnico sono le particelle, morfemi grammaticali che si connettono alla fine dei sostantivi o degli aggettivi, dopo la desinenza del caso. Per cui un finlandese potrà dire minun äiti o äiti-ni per dire “mia madre”. Alcune particelle sono relativamente facili da utilizzare (-ko/kö per le interrogative; -kin che vuol dire “anche”), altre sfuggono a qualsiasi tipo di comprensione per un italiano (-han/hän per esprimere dubbio, meraviglia o quando si afferma qualcosa che è noto all’interlocutore; -pa che ha funzione rafforzativa). Non a caso è opinione comune di molti insegnanti di finnico come lingua straniera che esse siano gli aspetti della lingua che vengono appresi e padroneggiati per ultimi.

I casi del finlandese

Elenchiamo qui di seguito i casi del finnico nella loro forma singolare (esiste anche la forma plurale), utilizzando come esempio la parola koira (cane), indicando per ogni caso la relativa funzione logica:

nominativo: koira (soggetto, oggetto in alcuni tipi di frasi: “il cane”)
genitivo: koiran (complemento di specificazione: “del cane”)
accusativo: koiran (oggetto: “il cane”)
partitivo: koiraa (oggetto, soggetto in alcuni tipi di frasi)
inessivo: koirassa (complemento di stato in luogo – luoghi chiusi: “dentro al cane”)
elativo: koirasta (complemento di moto da luogo – luoghi chiusi: “da dentro al cane”)
illativo: koiraan (complemento di moto a luogo – luoghi chiusi: “nel cane”)
adessivo koiralla (complemento di stato in luogo, luoghi aperti: “sul cane”)
ablativo: koiralta (complemento di moto da luogo, luoghi aperti: “dal cane”)
allativo: koiralle (complemento di moto a luogo, luoghi aperti: “al cane”)
traslativo: koiraksi (indica il cambio di condizione: “in un cane”)
essivo: koirana (sottintende la qualità caratterizzante di una certa condizione: “da cane” )
istruttivo: koirain (complemento di mezzo: “per mezzo del cane”)
comitativo: koiraine- [+particella possessiva] (complemento di compagnia: “col cane”)
abessivo: koiratta (indica la mancanza del nominale in questione: “senza cane”)

Gli ultimi tre sono alquanto rari nel linguaggio comune e il loro uso è limitato ad alcune parole e ambiti circoscritti. Oltre ai corrispettivi complementi qui elencati, i casi permettono ai Finlandesi di comunicare un gran numero di altri complementi indiretti, dal complemento di termine a quello di materia.

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A causa delle caratteristiche del finnico sopra descritte, una parola in questa lingua può assumere una miriade di forme diverse. Il linguista Fred Karlsson ha calcolato che utilizzando tutte le combinazioni possibili di desinenze e di particelle, per una parola sono possibili ben 2253 (!!!) forme possibili. Se siete increduli e volete controllare coi vostri occhi, qui di seguito troverete un esempio delle possibili varianti della parola kauppa (negozio): http://www.ling.helsinki.fi/~fkarlsso/genkau2.html

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La lingua finlandese

La lingua finlandese: una lingua “aliena” con radici antichissime, nata nelle regioni tra il fiume Volga e gli Urali, al confine dell’Europa.

Durante un corso di finnico per immigrati, uno studente si dispera ed esclama: “Ma questa lingua è impossibile da imparare!”. Tutti i compagni di classe si dichiarano d’accordo: non c’è verso di imparare un linguaggio così complesso. L’insegnante placa il mugugno: “Il finnico non è una lingua difficile… vi sembra complicata ma è solo profondamente diversa da quelle che parlate voi”.

Quindici casi grammaticali e svariate particelle, nessun genere né articoli, tempi verbali bizzarri e costruzioni ultrasintetiche: il finnico sembra una lingua inventata con l’intento di far impazzire chi prova ad impararla.

Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza sulla difficoltà del finnico (o suomi come viene chiamato dai Finlandesi), ma senza dubbio una cosa è vera: è una lingua che differisce sostanzialmente dalle altre lingue parlate in Europa, e da quelle comunemente studiate in Italia. Questo perché la quasi totalità dei linguaggi europei (circa 30-40 quelli maggiori) appartiene ad un’unica famiglia, quella delle lingue indoeuropee. Le lingue appartenenti a questo gruppo derivano da un unico “antenato”, il proto-indoeuropeo. A questa famiglia appartengono, per fare qualche esempio, l’italiano e il tedesco, ma anche il russo, il persiano e l’hindi. Seppure alcune di queste lingue siano sostanzialmente diverse l’una dall’altra, è possibile rintracciare similitudini nelle loro strutture più profonde che fanno pensare ad un’unica origine.

Il finnico, al contrario, appartiene alla famiglia delle lingue ugrofinniche, un sottogruppo delle lingue uraliche. Il finnico non ha alcun legame di parentela, neanche alla lontana, con le lingue europee, né tanto meno con l’italiano. Le uniche similitudini sono dovute ai prestiti lessicali, verificatosi dal contatto dei popoli ugro-finnici con altri parlanti lingue indoeuropee. I prestiti di cui parliamo possono essere antichissimi, o contemporanei, come museo e auto.

Il finnico è strettamente imparentato con l’estone (più o meno la stessa differenza che esiste tra l’italiano e lo spagnolo), e alla lontana con le lingue saami (o lapponi). Esso è imparentato anche con l’ungherese (da cui il termine ugro-finnico), ma la somiglianza tra le due lingue è talmente tenue da impedire qualsiasi tipo di comprensione reciproca tra un ungherese ed un finlandese. Questa divergenza linguistica è dovuta al fatto che il gruppo delle lingue ugriche (di cui fa parte l’ungherese) si staccò per primo dall’antenato linguistico comune.

Della famiglia delle lingue ugrofinniche fanno parte anche lingue minori (per lo più parlate sul territorio russo), alcune con status di lingua ufficiale locale (possiamo citare il komi, il mari e l’udmurt) e altre prive di alcun riconoscimento istituzionale (tra cui il careliano, l’ingrico, il vepso). La maggior parte di queste lingue minori è in via di estinzione, a causa dell’esiguo numero di madrelingua e della concorrenza del russo come lingua economico-istituzionale.

Senza entrare nei dettagli possiamo citare, tra gli aspetti comuni alla maggior parte delle lingue ugrofinniche, oltre all’agglutinazione (la possibilità di ottenere parole attaccando morfema dopo morfema in successione):

  • la mancanza di tonalità nel discorso (se parlate con un finlandese anziano o di mezza età potrete evincere come ad esempio il tono crescente che caratterizza le domande in italiano sia totalmente assente dalla sua parlata),
  • l’assenza di genere (non esiste il femminile o il maschile: ad esempio in finnico esiste un solo pronome hän, che corrisponde a esso/essa),
  • il gran numero di casi grammaticali,
  • la presenza di suffissi che assolvono alla funzione dei nostri aggettivi possessivi,
  • costruzioni particolari che sostituiscono il verbo avere, ecc.

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Una lingua muore quando l’ultimo degli individui che la parla come madrelingua perisce. Alcune delle lingue ugrofinniche sono scomparse nel corso dei secoli, e almeno una è condannata ad estinguersi nel giro di qualche anno. Si tratta del livone, lingua parlata in una piccola zona sulle coste lettoni. Si stima che attualmente vi siano solamente 35 persone che parlino questa lingua, di cui solamente una -una vecchietta centenaria- come madrelingua.

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